sabato 28 gennaio 2017

ELEZIONI SENZA CITTADINI

Province, la casta torna al voto per eleggere se stessa, altro che abolizione!!



Si chiamano ‘elezioni di secondo livello’: rispetto ad altre consultazioni sono passate quasi inosservate alla maggior parte dei cittadini (che ne sono esclusi), ma non ai diretti interessati.
Un effetto della legge Delrio che due anni fa prevedeva la trasformazione delle Province in enti di secondo livello, per cui non sono previste elezioni dirette.
Solo che le ex Province, nel frattempo, hanno continuato a occuparsi di strade, edilizia scolastica e altre vecchie competenze con un taglio di circa 2 miliardi di euro in due anni.
Per eliminarle del tutto non sarebbe bastata neppure la riforma costituzionale bocciata con il referendum del 4 dicembre scorso, che ne avrebbe sì cancellato il nome dalla Carta, ma rimandava la sostanza a una nuova riforma. Strade, scuole, ambiente, trasporti: nonostante l’importanza di queste competenze non solo i cittadini non potranno scegliere chi li rappresenterà in questi enti (così come è accaduto già in altre 27 Province tra settembre e dicembre 2016), ma si è creato un paradosso nel paradosso. Nei comuni commissariati, infatti, i cittadini non saranno rappresentati affatto, come accadrà a Padova, tanto per fare un esempio
.
ELEZIONI SENZA CITTADINI – In base alla riforma Delrio (Legge n.56 del 7 aprile 2014, Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), gli organi delle nuove Province sono composti dal presidente di Provincia, un sindaco eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della Provincia (in carica 4 anni), dal consiglio provinciale, composto da sindaci e consiglieri comunali eletti da sindaci e consiglieri dei comuni della Provincia (in carica 2 anni) e dall’assemblea dei sindaci, che è l’organo in cui siedono tutti i sindaci dei comuni della Provincia.
[cit. Il Fatto Quotidiano.it]

COME SI EFFETTUANO LE ELEZIONI
Sono elettori tutti i sindaci ed i consiglieri dei Comuni della Provincia. I voti espressi saranno ponderati sulla base del numero di abitanti di ogni Comune, secondo quanto disposto dall’allegato A della legge 56/2014. I diversi Comuni, infatti, sono distinti per fasce demografiche, a cui vengono attribuite differenti schede elettorali: Fascia A: comuni inferiori a 3.000 abitanti (scheda azzurra); Fascia B: comuni da 3.000 a 5.000 abitanti (scheda arancione); Fascia C: comuni da 5.000 a 10.000 abitanti (scheda grigia); Fascia D: comuni da 10.000 a 30.000 abitanti (scheda rossa); Fascia E: comuni da 30.000 a 100.000 abitanti (scheda verde); Fascia F: comuni ad 100.000 a 250.000 abitanti (scheda viola).



Elezioni Provincia di Perugia


Veniamo ora alla nostra provincia...

Con il 69,3% il centrosinistra si riconferma in maggioranza in Consiglio provinciale di Perugia con la lista “Provincia Democratica Riformista”, mentre il centrodestra con “Provincia Libera” si ferma al 30,7%. Dei dodici consiglieri provinciali in totale, 9 saranno di centrosinistra e tre di centrodestra. Entrando nel dettaglio dei voti, la lista di centrosinistra ha ottenuto 408 voti assoluti, che corrispondono a 50.845 voti ponderati che in percentuale sono il 69,3%. “Provincia libera” ha totalizzato 130 voti assoluti, che corrispondono a 22.564 voti ponderati, tradotti in percentuale sono il 30,7%. Le schede bianche sono state 4, le nulle 23 per un totale di 538 voti validi.

Allo stesso modo ci avrebbero tolto il diritto al voto del senato se la riforma costituzionale non fosse stata bocciata nel referendum del 4 Dicembre!

RIVENDIACHIAMO IL NOSTRO DIRITTO AL VOTO!!



Pubblicato da: Movimento 5 Stelle Giano Dell'Umbria

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